L.abi.to / Un laboratorio di scrittura sull’abitare a Torino

Maggio 4, 2007

L.abi.to, il Laboratorio di scrittura sull’abitare a Torino, viene attivato dalla cooperativa sociale Progetto Muret nell’ambito di un progetto di cultura e di ricerca artistica sull’abitare. Il progetto comprenderà anche un laboratorio teatrale e un laboratorio di arti figurative, e gode di un finanziamento da parte della Fondazione Vodafone.

Il nome del laboratorio di scrittura è un po’ una sigla e un po’ un gioco di parole. L.abi.to sta per “Laboratorio sull’abitare a Torino”; ma è anche “l’abito”, ciò che indossiamo. Vogliamo suggerire, con questo nome, che la relazione con i luoghi nei quali abitiamo è un po’ come la relazione con i nostri abiti. Una piazza non particolarmente bella né particolarmente viva può essere la nostra piazza preferita, cioè un luogo importante per noi, così come un paio di scarpe vecchie e scalcagnate possono essere le nostre scarpe preferite, perché ci stiamo dentro comodamente.

Il laboratorio di scrittura ha uno scopo preciso, e anche piuttosto ambizioso: scrivere un libro sull’abitare a Torino. Il libro sarà pubblicato nella primavera del 2008 e il suo titolo provvisorio è: Manuale di abitazione. In questo libro vogliamo raccogliere storie di abitazione, storie di modi di abitare, storie delle invenzioni e delle astuzie dell’abitare, storie delle tragedie e delle commedie dell’abitare.

Ma dove le troveremo, queste storie?

Semplice: le troveremo andandole a cercare. Nel laboratorio lavoreranno, fianco a fianco, due gruppi. Un gruppo andrà a visitare case. Non è che suoneremo i campanelli a caso: metteremo in moto un passaparola, andremo a trovare chi, per un motivo o per l’altro (per gentilezza, perché vuole esporre una rivendicazione, per curiosità, perché è fiero della propria casa) sarà disposto a ospitarci e a raccontare la storia del suo abitare in quella casa.

Un altro gruppo, invece, raccoglierà storie da quelle persone che di mestiere, più o meno quotidianamente, entrano nelle case altrui: persone che fanno lavori di pulizia, badanti, idraulici, dipendenti dell’azienda del gas, operatori sociali, ladri, elettricisti, necrofori, agenti immobiliari, consulenti matrimoniali e così via. A questi grandi conoscitori delle case altrui chiederemo di offrirci un altro punto di vista sull’abitare, di raccontarci la varietà e ricchezza dei modi di abitare.

Un’attenzione particolare, nel corso della raccolta delle storie, sarà dedicata al quartiere San Paolo nel quale la cooperativa sociale Progetto Muret ha sede, e nel quale hanno sede molte delle sue attività (ad esempio Spazzi, la locanda degli arrivanti, dove si può alloggiare e mangiare bene). Inoltre, poiché la cooperativa ha come scopo l’integrazione sociale dei disabili psichici (è nata infatti nel 1982, nell’ambito delle iniziative realizzate per il superamento degli ospedali psichiatrici di Collegno e Grugliasco), a L.abi.to e a tutte le sue attività parteciperanno anche persone con tale disagio

Da queste conversazioni – che, secondo la disponibilità dei nostri interlocutori – registreremo e trascriveremo, sceglieremo e scriveremo le storie che poi comporranno il nostro libro.

L.abi.to sarà condotto da Sandra Ammendola e Gian Luca Boggia, operatori della cooperativa Progetto Muret con specifiche competenze sulla scrittura e la narrazione, con la collaborazione di Giulio Mozzi, scrittore e autore del progetto.

Per informazioni e adesioni si può scrivere a questo indirizzo: labito.muret@gmail.com.